Sono stati 5 giorni da sogno, in una città meravigliosa, in compagnia di una persona speciale.
Già durante il tragitto aeroporto-centro di Londra ho cominciato a sentire la necessità di scrivere, di annotare ciò che vedevo, le emozioni che provavo per non lasciar andare via quella magia, per fissarla nero su bianco su un foglio e poterla rivivere ogni volta che ne avessi avuto voglia semplicemente rileggendo quelle righe.
Mi sono bastati quei 5 giorni per innamorarmi di quell'agitazione che contraddistingue gli inglesi, di quel rigore e quell'ordine che in Italia non sono di casa. Anche gli scoiattoli di St. James Park sembrano sempre di fretta: zompano da un albero all'altro, si fermano solo se strettamente necessario, per recuperare una ghianda tra le foglie color arancio, la rosicchiano un po' e riprendono a saltellare nel loro cammino.



Abbiamo cercato di sfruttare il tempo a nostra disposizione nel miglior modo possibile, continuando a camminare anche quando i piedi imploravano pietà spinti dall'entusiasmo e dalla curiosità che ci spingevano a non fermarci se non a giornata conclusa. Siamo riusciti nell'intento di visitare 4 musei in due giorni: prima tappa al Natural History, tra enormi dinosauri, ricostruzioni animate e giochi interattivi. Ad accompagnare la nostra visita un'orda di bimbi biondissimi in gita scolastica con le insegnanti; non ho mai visto dei bambini divertirsi così tanto in un museo!
Poi è stata la volta del Science Museum dove ho potuto scatenare il mio lato più nerd immortalando il primo Apple della storia e facendomi fotografare in compagnia di uno dei primi supercomputer.
La mattina successiva, dopo una colazione un po' nostalgica da Caffé Nero, ci attendeva la National Gallery: gli artisti fiamminghi con i loro colori caldi, i corpi plastici di Michelangelo, le sfumature di Turner...e le famose pennellate di Van Gogh!
Che emozione poterli osservare da vicino e restare incantata davanti a ogni singola pennellata!
Per concludere in bellezza la giornata è poi stato il turno del British Museum dove ho potuto accarezzare una copia della Stele di Rosetta per poi vedere l'originale custodita in una teca.
Nonostante questa massiccia dose di musei siamo riusciti a trovare un po' di tempo per fare shopping (non avevate dubbi,eh?), vi mostrerò presto una delle new entries!
(No, non mi avevano preso a pugni ma il letto dell'albergo non era tanto comodo!)
E non poteva mancare Camden Town, un concentrato di stravaganza, dalle facciate dei negozi, alla gente che passeggia per le sue vie. Ogni 2/3 passi c'era qualche punkabbestia che distribuiva volantini pubblicizzando studi di tattoo e piercing. A furia di ricevere depliant ero quasi convinta a farmi tatuare il logo Primark nel braccio!!
Dopo tutta questa frenesia tornare in Italia è come veder scorrere immagini al
rallentatore: abbandonato il ritmo concitato
dell'Underground, sorrido davanti alla flemma degli impiegati che
prendono il pullman con me, nessun bicchiere di caffè caldo tra le loro
mani, niente auricolari ad allietare il loro viaggio, nessun giornale
che li estranei dal mondo o un libro tramite il quale estraniarsi dal resto del mondo, solo lo sguardo perso nel vuoto, assente e tanti pensieri.
Ed io come loro: lo sguardo perso nel vuoto, assente, ma un solo pensiero:
Londra, mi manchi!
PS: Non dimenticate di partecipare al giveaway, in palio una borsa come quella che mi ha accompagnato in questa avventura londinese!
Clicca sul logo!